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Il contagio invisibile del pessimismo


Come le persone negative possono influenzare cervello, stress, salute e perfino il metabolismo


Ci sono persone che, dopo pochi minuti di conversazione, sembrano togliervi energia.Non hanno necessariamente cattive intenzioni. Alcune soffrono davvero, altre sono semplicemente intrappolate in una visione costantemente pessimistica della vita. Tuttavia, dopo aver trascorso tempo con loro, molte persone riferiscono la stessa sensazione: stanchezza mentale, tensione interna, irritabilità, sfiducia, pesantezza emotiva.

Per anni questo fenomeno è stato considerato soltanto una sensazione soggettiva o una questione di carattere. Oggi invece neuroscienze, psicologia e fisiologia dello stress mostrano qualcosa di molto più profondo: gli stati emotivi possono trasmettersi da una persona all’altra in modo sorprendentemente concreto.

Il cervello umano non è un sistema isolato. È costruito per “sintonizzarsi” continuamente con l’ambiente sociale. Ed è proprio qui che nasce il problema.


Il cervello che rispecchia gli altri


L’essere umano è una creatura sociale. Fin dalla nascita il cervello impara osservando, imitando e assorbendo segnali emotivi provenienti dagli altri.

Negli ultimi decenni si è parlato molto dei cosiddetti neuroni specchio, reti cerebrali coinvolte nella comprensione delle emozioni e delle azioni altrui. Anche se il tema viene talvolta semplificato eccessivamente nei media, il principio generale è corretto: il cervello tende spontaneamente a sincronizzarsi con ciò che vede e ascolta attorno a sé.

Se vivete accanto a persone serene, equilibrate e costruttive, spesso vi sentite più calme e fiduciose.

Se invece siete immerse quotidianamente in:

- lamentele continue,

- aggressività verbale,

- vittimismo cronico,

- pessimismo costante,

- conflitti permanenti,

- ansia contagiosa,

il vostro sistema nervoso inizia lentamente a modificarsi.

All’inizio quasi non ve ne accorgete.

Poi cambiano i pensieri.

Poi cambia il tono emotivo.

Poi cambia perfino il corpo.


Lo stress degli altri può aumentare il vostro cortisolo


Uno studio molto interessante coordinato dalla neuroscienziata Tania Singer presso il Max Planck Institute ha osservato qualcosa di sorprendente.

Una parte significativa delle persone coinvolte mostrava un aumento del cortisolo - il principale ormone dello stress - semplicemente osservando qualcun altro sotto pressione, pur non essendo direttamente coinvolto nella situazione.

In altre parole: il corpo reagiva allo stress altrui come se fosse proprio.

Questo non significa che ogni persona negativa “avveleni biologicamente” chi la circonda in modo automatico. Sarebbe una semplificazione.

Ma significa che il nostro sistema nervoso è molto più permeabile all’ambiente umano di quanto immaginiamo.

Ed è qui che molte persone commettono un errore. Pensano:“Io sono forte, non mi faccio influenzare.”

In realtà nessun cervello è completamente neutrale rispetto all’ambiente emotivo in cui vive.

Quando il pessimismo diventa atmosfera quotidiana

Il problema più grande non è la persona che attraversa una crisi temporanea. Tutti possono avere momenti difficili.

La differenza sta nella cronicità.


Esistono persone che:

- interpretano ogni evento in chiave negativa,

- vedono minacce ovunque,

- criticano continuamente,

- vivono nella lamentela costante,

- trasformano ogni conversazione in uno scarico emotivo,

- non cercano soluzioni ma conferme del proprio pessimismo.

Con il tempo, questo clima emotivo diventa una sorta di nebbia psicologica.E il cervello si adatta.

La negatività ripetuta modifica lentamente:

- attenzione,

- memoria,

- interpretazione degli eventi,

- aspettative future,

- energia mentale,

- qualità del sonno,

- capacità di recupero emotivo.


Persino il corpo può risentirne.

Stress cronico, infiammazione e salute metabolica


Qui il discorso diventa particolarmente interessante anche dal punto di vista Ketoplus.

Lo stress cronico non è soltanto una questione psicologica.

Quando il cortisolo rimane elevato troppo a lungo possono comparire:

- peggior controllo glicemico,

- aumento della fame nervosa,

- sonno disturbato,

- maggiore accumulo di grasso addominale,

- stanchezza cronica,

- aumento della tensione muscolare,

- peggior recupero fisico,

- infiammazione persistente di basso grado.

Per questo alcune persone:

- mangiano bene,

- seguono una dieta low carb o keto,

- fanno movimento,

- cercano di dormire,

ma restano costantemente tese, nervose e “gonfie”.


Il sistema nervoso non vive isolato dall’ambiente umano.


Anche le relazioni influenzano il metabolismo.

Il cervello si abitua a ciò che ascolta ogni giorno

Uno degli aspetti più pericolosi della negatività cronica è la normalizzazione.

All’inizio certi discorsi vi sembrano eccessivi.

Poi iniziate ad ascoltarli ogni giorno.

Dopo mesi o anni il cervello comincia a considerarli realistici.

È un meccanismo molto importante:il cervello tende a considerare “normale” ciò che viene ripetuto continuamente.

Per questo motivo:

- ambienti tossici,

- media aggressivi,

- conflitti continui,

- relazioni drenanti,

possono cambiare lentamente la percezione del mondo.

Non in un giorno, ma goccia dopo goccia. Proteggersi non significa diventare freddi

Attenzione però a un altro estremo. Questo articolo non invita a diventare egoisti o insensibili.Tutti attraversano momenti difficili.Tutti hanno bisogno di essere ascoltati.

La differenza è capire quando una relazione nutre reciprocamente, oppure consuma continuamente energia mentale senza mai creare equilibrio.

Esistono persone che dopo un incontro vi lasciano:

- più lucidi,

- più forti,

- più sereni,

- più vivi.

E altre che vi lasciano:

- svuotati,

- irritati,

- pesanti,

- stanchi senza motivo apparente.

Imparare a riconoscere questa differenza è una forma di igiene mentale e forse anche metabolica.

La pace mentale non è un lusso


Molte persone cercano salute soltanto nel cibo:

- integratori,

- diete,

- digiuni,

- superfood,

- biohacking.

Ma dimenticano una domanda fondamentale:

“Con chi passo la maggior parte del mio tempo?”

L’ambiente umano può sostenere il sistema nervoso oppure consumarlo lentamente.

A volte la scelta più salutare non è:- un nuovo integratore,- una nuova dieta,- un nuovo farmaco.

A volte è:

- mettere limiti,

- ridurre i conflitti inutili,

- allontanarsi dal pessimismo cronico,

- scegliere relazioni più sane,

- recuperare silenzio, equilibrio e pace.

Perché il cervello non ascolta soltanto quello che mangiate.

Ascolta anche le emozioni che respirate ogni giorno.

Bibliografia essenziale

- Singer T. et al. — Studi sulla trasmissione sociale dello stress e risposta del cortisolo.

- McEwen BS. — Stress, adaptation and disease. Allostasis and allostatic load.

- Sapolsky RM. — Why Zebras Don’t Get Ulcers.

- Davidson RJ, Begley S. — The Emotional Life of Your Brain.

- Cacioppo JT, Patrick W. — Loneliness and social neuroscience.

- Damasio A. — L’errore di Cartesio.- Porges SW. — Polyvagal Theory.

 
 
 

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